Si
Ti pagano?
Questa domanda è sempre più ricorrente. Lavorare non significa guadagnare ormai, soprattutto se si è alle prime esperienze. E sia ben chiaro che non parliamo di guadagno nel senso materialistico del termine; guadagnare dovrebbe significare solo vedersi riconosciute le proprie competenze, tutto qui.
Quindi al prossimo stage o lavoro gratuito che mi rifilano mi alzo e me ne vado a fare la cameriera. E non mi venite a dire che in un'azienda che fattura milioni non si racimolano 1000 euro mensili da dare ad un neolaureato.
Ho come l'impressione che qualcuno mi ha fregato il futuro, tagliato le gambe;qualcosa mi impedisce ogni giorno di essere ambiziosa e di sognare un lavoro appagante e stimolante.
E tutto ciò mi avvilisce.
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Mi sono divertita ed incuriosita a conoscere quali sono preferenze e desideri, in fatto di donne, dei 30enni moderni.
E' emerso che :
- la donna deve essere magra e alta;
- con un viso dolce e ben curato;
- deve cambiare spesso abiti;
- piacciono french manicure e dettagli un po' volgari ( leopardato, zeppe, tacchi sadomaso ecc ecc );
- laurea e un buon lavoro;
- la sera deve far trovare la cena ( questo a conferma che il maschio italiano vuole sposare sua madre!);
- deve essere sorridente e spigliata.
Forse dovrei frequentarli meno questi miei amici e aprire comunque un po' più gli occhi sugli uomini in generale.
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S. è una mia amica, è laureata e vive a Roma da 5 anni. Viveva a Roma... perchè è tornata nella sua città d'origine per lavorare in un call center: qui non riusciva ad arrivare a fine mese con il suo misero sipendio.
F. è una mia amica, è laureata e vive a Milano. Viveva a Milano: a fine mese tornerà nel suo paesello d'origine perchè metà del suo stipendio a Mialno lo spendeva per l'affitto.
M. è una mia amica, è laureta e ha un master,vive a Milano. Viveva a Milano: l'hanno licenziata e ora tornerà a casa con i suoi a fare la disoccupata.
Le storie di questi giorni mi fanno toccare con mano cosa sta succedendo in Italia in questo periodo. una diaspora, una seconda ondata di emigrazione ... di ritorno verso casa però. Sono spaventata sinceramente: sembra quasi che ci stiano man mano delimitando il territorio e che le differenze tra chi può e chi non può aumentino sempre di più.
E non si fa nulla per cambiare le cose.
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Ma è possibile che devo sempre mettere in secondo piano la mia vita, le mie cose, i miei sogni e desideri rispetto a quelli degli altri?
E così succede che arriva il primo stronzo/a che ti chiede attenzioni, tu ci caschi e mandi affanculo le tue cose. E dai dai dai, fin quando un bel giorno ti mandano a quel paese dicendoti Arrivederci e grazie.
E non sono nemmeno incazzata con loro, ma con me stessa che non imparo mai e mi faccio sempre fregare.

Lasciatemi stare che oggi sto nera: ma vaffanculo va'!
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Tra una cazzata e l'altra ho perso il primo appello della sessione. Ho perso? dove? nella mia pigrizia e nella assoluta non volontà di studiare.
brava, so' soddisfazioni.
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Mi sto iniziando a preoccupare... sono triste quasi sempre, non ho voglia DI far nulla, vedo tutto nero.
che cavolo succede?
Non ci sono trucchi, non esiste una bacchetta magica, né esistono pastiglie miracolose: l’ansia si sconfigge solo se si affronta la situazione. Perché più ci diciamo che abbiamo paura, più tendiamo ad evitare la situazione, e quante più volte la evitiamo, tanto più grande diventa l’ansia percepita.È come un cane che si morde la coda. L’ansia se la si sfugge si autoalimenta, e trasforma le nostre piccole paure in montagne insormontabili.Allora, per quanto difficile è la situazione che dobbiamo affrontare non lasciamoci abbattere. Cerchiamo di scomporla in parti più piccole. Se ci focalizziamo sul problema nella sua globalità ci sembra enorme, ma se lo dividiamo e cerchiamo di affrontarlo un pezzo per volta, per quanto difficili i piccoli passi, ci sembreranno comunque più affrontabili. Dandoci una nuova forza, un’energia che va ad alimentare sicuramente la nostra autostima. Ridandoci non solo la sicurezza e fiducia in noi stessi, ma anche, la serenità.
Ok, scomponiamo il problema in piccole parti. 260 pagine in 5 giorni. 52 pagine al giorno.
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Mi sembrava un bellissimo inizio di settimana: buone notizie per la tesi, ho riscosso il mio rimborso Irpef, ho votato.
Sta finendo nel peggiore degli incubi: io altri cinque anni non lo reggo il nano.
Questo blog verrà riaggiornato nel 2013, è stato bello. ciao amici...
A volte mi sento un pugile... o forse un pungiball.
Colpi su colpi che non sempre riesco a schivare, ma sempre più spesso incasso incasso incasso... e poi si va a terra. L'arbitro conta, tu ti rialzi a volte subito altre volte lentamente.
Stamattina è riiniziato un altro incontro e così mi hanno appena ricordato che mia madre non guarirà, che devo laurearmi prima che sia troppo tardi, ma che non è detto che io ce la faccia. Mi hanno anche detto che devo lasciarmi andare che non devo essere rigida nè con me stessa tanto meno con gli altri; che devo essere morbida accogliente flessibile allegra; che devo parlare di me... ma appena lo faccio la gente rimane atterrita dal mio dolore, dalla mia storia, dalla mia situazione e scappa lontano... e continuo a rimanere sola sul ring.
A volte rimango in piedi, a volte no. Stamattina piango dal momento in cui ho aperto gli occhi. Vorrei essermi svegliata in un'altra pelle, in un'altra vita, in un'altra storia.
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Voglio la primavera!!!!!!! Alzarsi e trovare una Roma grigia e piovosa è troppo deprimente... questo tempo peggiora il mio umore già di suo parecchio nero. :(
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